Il mistero della traduzione islandese di “Dracula”

Fin dalla sua prima pubblicazione nel 1897 Dracula di Bram Stoker ha suscitato terrore e ammirazione nei lettori, portando alla ribalta la figura del vampiro e dando vita a innumerevoli trasposizioni cinematografiche. Ma la sua inquietante eredità continua ad arricchirsi di bizzarri ed enigmatici dettagli.

Lo scorso anno, infatti, una nuova e misteriosa porta si è aperta nel castello del conte Dracula: nel febbraio 2017 Overlook Press ha pubblicato il volume Powers of Darkness, traduzione inglese del libro Makt Myrkranna, che è a sua volta la traduzione islandese della versione originale (in lingua inglese) del romanzo di Bram Stoker… o quasi.  

Pare che tutto abbia avuto inizio nel 1900, quando l’islandese Valdimar Ásmundsson, fondatore, proprietario e editore del quotidiano “Fjallkonan”, tradusse e pubblicò a episodi sul suo giornale il romanzo Makt Myrkranna, presentandolo come la traduzione del romanzo di Bram Stoker.

Nel 1986, poi, la scoperta di una prefazione all’edizione islandese, firmata dallo stesso Stoker e che non appariva invece nell’originale inglese, suscitò l’interesse degli studiosi. Tuttavia, all’epoca nessuno pensò di confrontare il testo di Makt Myrkranna con il romanzo originale di Stoker, presumendo che si trattasse semplicemente di una versione ridotta della medesima storia.

Solo nel 2014 lo studioso Hans Corneel de Roos ha deciso di comparare la versione islandese a quella inglese, scoprendo così che il testo di Ásmundsson è completamente differente dall’originale. Per più di un secolo, dunque, i lettori islandesi di Dracula hanno inconsapevolmente letto una versione del romanzo di Stoker diversa da qualsiasi altra nel mondo.

Le differenze principali tra le due versioni vertono sui seguenti punti:

  1. L’ambientazione: mentre l’originale inglese si svolge tra Inghilterra e Transilvania, le vicende riportate nella versione islandese hanno luogo quasi interamente nel castello del conte Dracula.
  2. I personaggi: il protagonista è chiamato Thomas Harker, mentre nell’originale inglese il suo nome è Jonathan. In Makt Myrkranna è inoltre presente la figura di un’ammaliante vampira bionda, con la quale il protagonista ha numerosi incontri notturni. Il libro pare suggerire che il conte Dracula sia il cugino di primo grado, nonché secondo marito e carceriere, dell’attraente vampira.
  3. Il punto di vista della narrazione: nell’originale, dopo aver lasciato Harker nel castello, la storia prosegue con uno stile epistolare e la trama si dispiega per mezzo di lettere e ritagli di giornale. Nella versione islandese, invece, vi è un improvviso cambio di prospettiva: si passa dalla narrazione in prima persona (attraverso le annotazioni del diario di Harker) alla voce esterna di un narratore onnisciente.
  4. Sono riscontrabili differenze relative anche alla struttura della trama: ad esempio, l’edizione di Ásmundsson si sofferma in larga misura sulle grottesche avventure di Harker nel castello, mentre dedica un sommario di non più di 50 pagine al resto del racconto.

La questione, già abbastanza ambigua e inintelligibile, si infittisce quando, nell’ottobre 2017, lo studioso Rickard Berghorn pubblica un altro testo intitolato Mörkrets makter – Swedish for “Powers of Darkness”: Berghorn sostiene che questa versione svedese del romanzo Dracula sarebbe stata originariamente pubblicata a episodi nel 1899, ovvero l’anno prima della pubblicazione del testo di Ásmundsson in Islanda, e sarebbe più lunga sia dell’originale inglese che della versione islandese.

Gioiranno dunque gli appassionati di enigmi sapendo che gli studiosi continuano ad arrovellarsi sulla questione: l’esistenza e la circolazione di queste differenti versioni del romanzo di Bram Stoker non hanno ancora trovato una valida spiegazione. Insomma, che fosse o meno nelle intenzioni dell’autore, la storia di Dracula continua a essere avvolta nel mistero, tanto nella narrazione quanto nella realtà.

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