Cosa significa essere un buon lettore?

di Élizabeth M. Aîné-Duroc

Traduzione di Gloria Salvatori

 

Tutti lo sostengono: non è facile essere un bravo scrittore. Però non è affatto scontato nemmeno essere un buon lettore.

Al di là dei principi e dei gusti personali, al di là delle recensioni, lusinghiere o negative, che qualsiasi opera pubblicata riceve, lo scrittore va alla ricerca di se stesso e offre qualcosa che sostenga le sue convinzioni, che possa consacrarlo come autore.

Agli occhi dei posteri, di un pubblico entusiasta, di un gruppetto di fedeli ammiratori o, almeno, ai suoi occhi. Si tratta sempre e comunque di un gioco di specchi.

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Dare una definizione di buon lettore: un problema non indifferente

Il “buon lettore” è il fan più accanito di un’opera?

Dunque, è più facile essere un buon lettore o un bravo scrittore? La domanda sembra essere inappropriata,  perché apparentemente sono due entità separate. Ciò che differenzia lo scrittore dal lettore è, fra le altre cose, che il primo si prepara ad affrontare il pubblico, si fa carico del dovere di comunicare, mentre il secondo adatta l’opera alla sua sfera privata e personale.

Dunque, ha senso parlare di “buoni lettori”? E che ruolo hanno nella vita di un libro?

Di certo, i lettori hanno un incredibile nel garantire la miglior pubblicità possibile a una determinata opera. È risaputo che il passaparola, o sindrome da “telefono senza fili”, nel mondo letterario, è lo strumento più efficace!

Quindi, il buon lettore è colui che diventerà il messaggero infervorato di un libro? Il suo entusiasmo sfrenato si diffonderà, farà emozionare i membri della famiglia a lui più vicini, arriverà agli amici, ai colleghi, e magari conquisterà anche gli sconosciuti che lo incroceranno.

È merito di questi lettori se un’opera celata nell’ombra raggiungerà le vette dei best of.

Si presume, dunque, che lo scrittore che sarà in grado di suscitare delle emozioni simili in un lettore e nutra, inoltre, una profonda gratitudine nei suoi confronti, sia sulla buona strada per il successo.

Libri e e-book: il buon lettore è innanzitutto generoso, accoglie senza preconcetti

Tuttavia, molte opere non hanno la fortuna di imbattersi in questo lettore X, presunto eccellente, che garantirebbe loro la migliore delle pubblicità.

Appare evidente, perciò, che dobbiamo distinguere tra il successo di un’opera, e la genialità dei lettori!

Chi è, in fin dei conti, questo buon lettore? Uno studioso, che ha letto tutti i classici? Un lettore insaziabile, incapace di vivere senza analizzare tutto, dagli annunci pubblicitari ai più piccoli inserti dei giornali? Uno scienziato pazzo, che vivisezionerà l’opera? Una persona organizzata che si impone di leggere un romanzo a settimana? Nel complesso, le motivazioni di lettura possono essere le più svariate. Dipendono dal nostro percorso personale, dalla nostra vita privata, dalla nostra storia, essenzialmente. Ognuno di noi può essere un buon lettore. Non è dunque un valore che si può valutare! Però senza dubbi un buon lettore è in grado di accogliere qualsiasi opera senza preconcetti e che, così come è di fondamentale importanza non giudicare nessuno dalle apparenze, sa bene che non bisogna etichettare un’opera in base alla copertina, al titolo, al genere, alle prime righe.

Dal canto loro, gli scrittori fanno uno sforzo enorme per soddisfare il pubblico; chi ha la fortuna di farsi pubblicare deve sempre affrontare le incognite della notorietà o dell’oblio.

Ogni lettura è una fatica

Esistono anche lettori premurosi che pur non essendo direttamente coinvolti nel successo di un’opera si impegnano a riceverla. Perché ogni lettura è una fatica. Un’apertura mentale, una mano tesa. Si accoglie un estraneo in casa propria, si corre il rischio di confrontarsi con le sue idee, di provare una forte emozione, sotto l’effetto di un’amicizia febbrile che non ci abbandonerà mai: ci si prepara ad affrontare lo stesso questo rischio.

Numerosi premi si prefiggono di segnalare gli scrittori del momento, gli artisti più acclamati, gli artisti-rivelazione, i geni, gli ignoti della letteratura. Tanti punti di vista si condividono e si rendono necessari sulle modalità di valutare il genio di uno scrittore, la sua capacità di trasmettere un messaggio e, ovviamente, la sua idoneità all’esportazione…

Elogiare i lettori è altrettanto importante…

Anche se tutti noi sappiamo che la letteratura è una questione di scambi tra il mondo interiore di un autore e le idee dei suoi lettori, si può notare che questi ultimi sono poco messi in rilievo. Non esistono premi per segnalare i più perspicaci, i più brillanti, i più coinvolgenti tra i lettori.

Conviene dunque sempre ringraziare tutti i lettori che rispondono a mani tese, che perdonano le manie da scrittori, che danno valore, grazie al loro lavoro silenzioso e ignorato, alle ore che l’autore passa alla ricerca di se stesso.

 

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