Esercizio di luglio: il punto di vista e il narratore

Scegliere il punto di vista per raccontare una storia non è cosa semplice perché gli effetti e le implicazioni sono molto differenti. Oggi vi chiediamo perciò, senza troppo entrare nei dettagli della tecnica relativa alla costruzione della voce narrante, di esercitarvi direttamente nella visione e nella selezione, scrivendo un breve racconto.

Noi vi diamo un contesto e dei personaggi e voi provate a raccontare una breve storia da diversi punti di vista.

Immaginiamo di trovarci a un pranzo di nozze, tutti gli invitati in circolo a festeggiare gli sposi. A un certo punto succede qualcosa di inaspettato (la torta nuziale cade, la bottiglia di champagne per il brindisi degli sposi va in mille pezzi, il cuore di uno dei commensali si ferma improvvisamente…), scegliete voi la situazione che reputate più adatta alla vostra storia. I personaggi principali sono: i genitori degli sposi, il nonno della sposa, la sorella dello sposo, un gruppo di tre amici, abbastanza simili, dello sposo e un gruppo di quattro amiche, mal assortite, dalla sposa.

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Ora, una volta che avete immaginato a grandi linee la storia e i personaggi, ora che avete dato loro un volto e dei caratteri, iniziate a raccontare la storia con un punto di vista “onnisciente”: entrate ciò nella mente di tutti i presenti, interpretate gli eventi, descrivete avvenimenti nascosti ai più che solo un punto di vista esterno potrebbe captare. Fornite inoltre il contesto, rivelate se necessario gli avvenimenti futuri. Parlate di ciò che reputate importante considerando che il narratore conosce tutto e tutti.

Perfetto. Dopo diverse ora di lavoro, dovreste avere un bel raccontino tra le mani. È stata dura? Forse sì, forse no. Che importa? Avete creato qualcosa di complesso in poche pagine e vi siete obbligati a scrivere, a esercitarvi. Molto bene!

Ma a noi piace scombussolare sempre le cose, dunque ora vi chiediamo di riscrivere questa stessa storia scegliendo il punto di vista della sposa. Ovviamente in questo caso la sposa avrà una visione molto limitata rispetto a quella del narratore onnisciente che avete fin qui utilizzato. Ricordate che potete scegliere di adottare il punto di vista della sposa ma che questo non significa per forza che dobbiate farla parlare in prima persona, farle fare da narratore. Potete sempre utilizzare un narratore alla terza persona, esterno, ma che è limitato al punto di vista della sposa, dunque non saprà molte delle cose di cui avete raccontato prima ma potrà andare nel dettaglio in altri meandri, rendere la storia completamente differente.

Qual è l’effetto? Quanto sono distanti tra loro le due storie? Quale vi soddisfa di più?

Forza! Aspettiamo i vostri racconti, come regalo di nozze. Non potete tirarvi indietro!

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Categorie:esercizi, esercizio del mese

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