Le nostre letture di maggio

9788882374389_0_0_1508_80Hanns H. Ewers, Il Ragno e altri brividi, Meridiano Zero

Richard Bracquemont, studente di medicina, decide di soggiornare – in cambio di vitto e alloggio gratis – nella pensione di madame Dubonnet, precisamente nella camera dove già tre uomini si sono tolti la vita, impiccati allo stesso cordone della stessa finestra. A nulla valgono gli avvertimenti dell’albegatrice e dell’ispettore di polizia: Richard è convinto che non ci sia nulla di paranormale e che, nella migliore delle ipotesi, riuscirà anche a scoprire cosa è capitato a quei malcapitati… nella peggiore delle ipotesi avrà guadagnato due settimane di soggiorno, e per uno studente squattrinato come lui non è poco. Le due settimane di diario che accompagnano il soggiorno di  Richard Bracquemont sono piene di annotazioni sulle buone colazioni e su nient’altro da rilevare. Finché un giorno Richard scorge dalla finestra una fanciulla che siede filando proprio nel palazzo di fronte al suo. Clarimonde, così la ribattezza, indossa sempre lo stesso vestito nero con macchie lilla, e di giorno in giorno Richard si affeziona alla sua immagine, trascorre tutta la giornata presso la finestra, in un muto dialogo sempre più pericoloso…

I racconti di Hanns Heinz Ewers ricordano i classici del genere, come i racconti di Poe, ma anche certi B-Movie horror degli anni ’50 e ’60, con poche pretese, mostri, effetti speciali esagerati a basso prezzo, e divertimento assicurato. Come in ogni B-movie che si rispetti non è il finale a sorpresa che ci tiene incollati alla pagina (sappiamo già che per i protagonisti dei racconti di Ewers le cose si metteranno malissimo) ma la capacità di gestire con maestria la suspense anche in trame super collaudate e, proprio per questo, divertenti e di sicuro effetto.

Il Ragno e altri brividi è una buona raccolta per chi vuole leggere dei racconti horror vecchio stile… con mani insanguinate, donne misteriose e fatali, cimiteri, mummie e tutto il repertorio. Da leggersi, adesso che è in arrivo l’estate, la sera a letto, con il ventilatore e un buon tè freddo in mano.

 

il_cosmo_secondo_agnetha_2_edizioneDaniele Vecchiotti, Il cosmo secondo Agnetha, Las Vegas

Daniele, matricola fresca all’università, vorrebbe passare i prossimi quattro anni a sconfiggere la sua timidezza cronica grazie alle feste Erasmus e a goliardici compagni di corso. Ci pensa sua madre (“la signora Lina”) a raddrizzare i suoi piani. Daniele ha infatti un talento (anche chiamato “il Dono”): scrive raccontini d’amore che non sono niente male e che vengono venduti – su iniziativa della solerte madre – alle Edizioni Storie Vere. Da lì a tradurre volumi e volumi di romanzetti rosa da edicola il passo è breve. Daniele accantona così i sogni universitari per dedicarsi al mondo, sempre meno fantastico, dell’editoria di genere: le Indimenticabili Storie d’Amore della Golden Hearts. E proprio quando pensa di aver toccato il fondo, di aver tradotto troppi volumi del calibro di Quella notte in riva al mare, Un cuore ribelle e Come lampone sulla pelle, l’editore lo convoca in casa editrice. Il mercato sta cambiando e l’editoria DEVE andare incontro al mercato… un mercato nuovo, brillante, pieno di possibilità… il mercato dei gay, o meglio della pornografia omosessuale. Nasce così la rivista VM – Vero Maschio. Daniele può finalmente chiedere un aumento, permettersi un monolocale nel quartiere più equivoco e periferico della città e liberarsi dell’onnipresente madre. Ma come calarsi nella parte tanto da scrivere credibili racconti porno-gay? Lui che è etero, solo e vergine? Inizia così un apprendistato fatto di night club, donne a pagamento, cinema porno, amici (e corteggiatori) gay che lo introducono in un mondo parallelo fatto di icone pop e allegra promiscuità…

Il cosmo secondo Agnetha è un buon romanzo, riproposto dopo alcuni anni dalla casa editrice Las Vegas, che ha alcuni pregi e pure qualche segnalabile difetto.

Le cose che ci sono piaciute:

  • lo humor nero (che tanto humor non è) sul dorato (mica tanto) mondo dell’editoria,
  • la signora Lina, prototipo di tutte le madri, anzi di tutte le donne con elaborate e poco credibili fantasie romantiche,
  • la disco trash gay, che ci ha tanto ricordato una famosa scena del film In&Out 
  • la descrizione leggera, colorata e un po’ accentuata di questo sotto-universo gay fatto di icone, geografie urbane parallele e solidarietà.

Le cose che ci sono piaciute di meno:

  • la lunghezza: non è solo un discorso di foliazione. Ci sono un’abbondanza di situazioni picaresche, di incontri che si ripetono, insomma di ciccia che si potrebbe tagliare per arrivare più velocemente all’ossatura della trama;
  • la descrizione leggera, colorata, del sotto-universo gay è a volte troppo accentuata e, ci pare, troppo macchiettistica. Vero è che è nello stile del romanzo, ma a volte forse può risultare un po’ stucchevole.

Tirando le somme, Il cosmo secondo Agnetha si legge con vero piacere, dunque approviamo la ristampa che ne è stata fatta e speriamo che altrettanto faranno i lettori.

 

9788887765670Raymond Carver, Niente trucchi da quattro soldi. Consigli per scrivere onestamente, minimum fax

“Le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste”: Raymond Carver è un pozzo senza fondo di suggerimenti per scrittori. Anche per questo motivo, probabilmente, la casa editrice ha scelto di pubblicare questa raccolta di brani tratti da interviste, lezioni universitarie, recensioni, scritti editi e non, di uno dei più grandi autori americani del Ventesimo secolo.

Un libello di veloce lettura che spinge il lettore a curiosare da una citazione all’altra scegliendo i soggetti che più gli aggradano. Dietro la suddivisione in macrotemi c’è un lavoro ben riuscito sulle fonti tra cui spiccano articoli biografici e interviste di Carver su riviste americane, inglesi e italiane: il Chicago Review, il London Review of Books e Il Mattino. Alcune citazioni provengono invece da prefazioni di libri già editi.

A suggellare la raccolta, la trascrizione di un discorso tenuto da Carver presso l’Università di Akron nel 1982, sei anni prima della sua morte. In quell’occasione lo scrittore elogiò il romanzo breve e definì la brevità e la riscrittura basi fondamentali per la riuscita di un buon prodotto comunicativo.

Se avesse potuto vedere questo libro, avrebbe dato un giudizio senza dubbio positivo, visto che la sua linea di pensiero viene rispettata a tutti gli effetti.

La decontestualizzazione dei testi non aiuta forse il lettore che si approccia per la prima volta alle opere di questo autore a capirne il senso totale dell’opera, ma è adatto all’aspirante autore che voglia trovare consigli per affrontare il proprio spirito creativo, ricavando, alla fine, anche qualche indicazione di ordine personale sulla vita.

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Categorie:articoli, Le segnalazioni del mese

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