Più libri, più liberi

Anche quest’anno la Matita Rossa è stata a Più libri più liberi che, come sapete, è la fiera dedicata alla piccola e media editoria indipendente che ogni anno si tiene a Roma a cavallo con il ponte dell’Immacolata – che è una strategia non tanto velata per attirare visitatori desiderosi di fare bei regali (si sa che un libro fa sempre figura), con un tocco intellettuale in più (si sa che l’editore indipendente fa più figo), usufruendo dello sconto fiera (se non lo sapete, il giorno ideale per lo sconto fiera è il lunedì, quando l’editore vi tirerebbe dietro il libro piuttosto che ricaricarsi di scatoloni e scatoloni).

Noi abbiamo approfittato della fiera per sbrigare un paio di appuntamenti di lavoro, salutare amici e colleghi che ormai vediamo solo a Roma-Torino-Milano e fare pochi e ponderati acquisti (nelle nostre buone intenzioni iniziali).

acquisti

Qui, in un’immagine di repertorio, le giovani redattrici della Matita che contengono il loro spirito da shopping compulsivo

Note positive:

–  Più libri più liberi, ancora più del Salone di Torino, almeno per chi ci lavora, è davvero una grande festa. Ma se il Salone è più o meno come una rimpatriata tra compagni di corso all’università – dove tutti cercano di darsi un tono e di mostrare più o meno velatamente i successi raggiunti – la fiera di Roma è l’equivalente della rimpatriata tra gli ex compagni delle superiori: grandi abbracci, birre, aperitivi e la sensazione di volersi più bene ogni anno che passa (e in fondo è vero: in editoria ogni anno che passa è un anno da sopravvissuti alla feroce selezione darwiniana degli addetti ai lavori).

– Più libri più liberi conserva quel fascino da mercatino di biblio-qualità a chilometro zero, dove puoi avvicinarti allo stand per acquistare il bel libro che non trovi sul primo scaffale della Feltrinelli, ma anche parlare direttamente con l’editore, l’autore, l’ufficio stampa e andartene via con due libri invece che uno e pure un gadget della casa editrice in omaggio.

magneti

Qui i magneti de L’Orma, tipico gadget da fiera

 

atlantidePiù libri più liberi si rinnova, grazie a dio. Quelle che quindici anni fa – all’apertura del primo PLPL – erano le case editrici indipendenti più in voga ci sono ancora, con stand più grandi, cataloghi ormai “storici” e lettori più affezionati: minimum fax, Voland, Sellerio, Marcos y Marcos… altre si fanno sentire già da qualche anno: Neo, Las Vegas, L’orma, Sur… ma soprattutto si presentano nuovi bei progetti.

Noi consigliamo in particolare i bravissimi tipi di Atlantide, Racconti edizioni e Cliquot, che speriamo vivamente di rivedere anche il prossimo anno, e di anno in anno con uno stand più importante.

londonCi è piaciuta molto anche la nuova collana di CartaCanta – Giro del mondo – che presenta racconti di lunghi di grandi autori, in eleganti volumetti da 30-40 pagine a 5 euro l’uno.

Note negative:

– I visitatori ci paiono in leggero calo. Non fanno testo le mandrie di scolari che per una qualche ragione vengono portati in visita alla fiera – tanta caciara e pochi soldi spesi, tutti destinati ai pochi editori che fanno fumetti o narrativa per geek. Forse un modo per abituarli ai libri e alla lettura, in questo senso un’uscita certamente formativa per loro, se ben gestita però.

Gli altri visitatori, gli adulti paganti, sembrano un di meno o forse sono solo meno entusiasti nel mettere mano al portafogli. Il “record dei biglietti venduti” (che è un po’ come il record dell’anno più caldo di sempre, stai sicuro che è sempre destinato a salire) in questo senso dice poco… si fanno tante passeggiate di stand in stand ma non è detto che questo si concretizzi in acquisti… fatto sta che borse cariche di libri non ne abbiamo viste molte, ma i dati di vendita degli editori ci potranno (speriamo) smentire.

Ringraziamo in particolare i bravi colleghi di Las Vegas, che non millantano cifre, ma qui fanno due conti e ci dicono per filo e per segno quanto si guadagna e si perde a stare in fiera – senza tanti giri sulla retorica del “ma vuoi mettere i contatti stampa e i lettori guadagnati?” – insomma, leggete!

– Come ogni anno riscontriamo una non omogeneità – in termini di qualità – degli espositori. Non ci riferiamo ovviamente a quella dimensione un po’ artigianale delle fiere della piccola editoria in generale, dove accanto a progetti grafici curatissimi si trovano copertine un po’ raffazzonate in stile “mio-cugino-che-usa-Photoshop” (ma magari di autori preziosi) e stand messi su con un po’ di fantasia. Ci fa piuttosto un certo effetto vedere editori assolutamente virtuosi e di spessore, come L’orma o Atlantide (o la maggior parte degli editori ospitati), accanto a editori a pagamento o doppio binario come Sovera, Armando o Città del sole… insomma, questa disparità pesa da anni sulla fiera.

palazzo-congressi– Pare che sia l’ultimo anno al Palazzo dei Congressi. Dal 2017 PLPL dovrebbe spostarsi nella più prestigiosa ed elegante Nuvola di Fuksas. A noi della Matita, che siamo un po’ abitudinarie, in fondo in fondo un po’ dispiace… ormai ci eravamo affezionate all’architettura del Palazzo dei Congressi, ci appollaiavamo con piacere sull’imponente scalinata principale di fascista memoria per prendere aria e improvvisare aperitivi, avevamo memorizzato posizione di tutti gli editori e preso confidenza con gli angusti corridoi laterali, ma soprattutto avevamo studiato le migliori strategie per evitare la fila al bar e alle toilette (e come tutti gli addetti sanno questo fa la vera differenza tra una buona e una cattiva fiera).

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Categorie:articoli

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1 reply

  1. Noo come si sposta, ma ormai ero abituata poi mi piace un sacco il palazzo dei congressi!

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