Lettera all’autore

Questa settimana abbiamo chiesto agli scrittori di scrivere una lettera immaginaria al proprio autore preferito indicando i pregi e i difetti più evidenti del loro capolavoro letterario. Compito arduo, che tenteremo nuovamente alla fine del corso per notare i miglioramenti  ottenuti nella lettura critica dei testi.

La lettera che segue è di Nicolò Mazza De’ Piccioli ed è indirizzata a Cervantes. Nicolò parla al suo autore preferito del Don Chisciotte, pubblicato nel 1605.

Caro Miguel,

mi trovo costretto a scriverti una lettera in cui evidenzio i difetti del tuo libro! Spontaneamente non l’avrei mai fatto, ma è una sfida, e come mi ha insegnato il tuo valoroso hidalgo, non mi tiro indietro.

Lo so, hai creato un genere letterario, o meglio, hai creato il genere letterario per antonomasia, non per questo non ti si può dire nulla, giusto?

In via confidenziale, caro Miguel, sappi che nella seconda parte del tuo romanzo, te la prendi eccessivamente con quelli che hanno provato ad emularti scrivendo storie apocrife dei tuoi Chisciotte e Panza. È divertente vedere i tuoi protagonisti che si arrabbiano perché scoprono l’esistenza di questi libri fasulli, ma oltre all’ironia risalta il troppo rancore!

Ancora una volta, so cosa obietterai, ossia che facendo interagire i personaggi con la tua realtà seicentesca non hai solo creato un genere letterario, ma al contempo hai dato origine al meta-racconto. È vero, ma in fondo è anche bello che ti abbiano copiato, non trovi? Vuol dire che quello che hai fatto è piaciuto.

Non posso immaginare cosa diresti oggi, tra contraffazioni cinesi e diritti d’autore violati da streaming e siti pirata. Impazziresti.

Vorrei cavarmela così, ma sono certo che quello che ti sto scrivendo verrà letto dagli stessi carnefici che mi costringono a vergare queste righe accusatorie, quindi devo essere più duro. Ti chiedo scusa.

Qualcosa da dirti l’ho davvero, perché è colpa tua se non riesco mai a scrivere qualcosa di divertente e omogeneo! Tu e quel tuo finale così deprimente e bellissimo. Tu e il tuo verismo che nemmeno Verga. Come hai potuto raccontare per 2000 pagine che si può vivere d’illusioni rimanendo con un cuore puro, se poi poni alla fine una disillusione così umiliante?

Quegli stessi personaggi che all’inizio si erano preoccupati nel vederlo impazzire, alla fine si rattristano ancora di più nel vederlo morire rinsavito. Per colpa tua, anche i miei personaggi non sono mai liberi dalla minaccia della delusione. Te lo perdono, ma con molta fatica.

In realtà chi mi ha commissionato questo ingrato compito vorrebbe che mettessi in risalto le incongruenze stilistiche e i passaggi poco chiari, ma a me sembra che ogni parola, anche quella più stonata e fuori luogo, sia stata messa così a bella posta. E poi, diciamocelo, è come se dicessi a Dante che non sa scrivere in italiano.

Avrei dovuto mentire e dire che il mio libro preferito era un altro.

Con intramontabile affetto,

Nicolò

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Categorie:esercizi

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3 replies

  1. Ciao a tutti! E grazie a entrambi. Se questa lettera può creare l’occasione per leggere o rileggere il don Chisciotte io sono soddisfatto. Ve la consiglio come lettura e come esperienza.
    Quanto al film di Gilliam, sì, sono stati in tanti a cimentarsi nell’impresa, ma quasi sempre con scarsissimi risultati, se non nulli. Pare che sia proprio un film maledetto.
    ciao
    Nicolò

  2. che bella Nicolò! non conosco la storia di don Chisciotte, ma nelle tue parole mi hai fatto sentire un sentimento nostalgico sul tuo coinvolgimento con questa storia e i suoi eroi…un miscuglio di sentimenti ancora vivi e ricchi di stima per l’autore e i suoi personaggi. Complimenti! Germana

  3. ho letto e riletto la tua lettera.
    premettendo che non ho mai letto Don Chisciotte, ma ne ho sentito più volte parlare (mi ricordo di come il regista Terry Gillian, ha più volte tentato di portarlo sullo schermo e non ci sia mai riuscito, se non con un documentario che lo definiva un libro maledetto), ho sentito nelle tue parole il senso di stima verso lo scrittore e verso le pagine del libro.
    sono d’accordo con tè che l’esercizio era abbastanza cattivello, trovare cosa non ti piacesse di un libro che ami, solo un folle come Don Chisciotte forse sarebbe riuscito a farlo.
    detto questo ti faccio i miei complimenti, rispetto a me hai almeno provato a trovare almeno qualche nota stonata in una composizione perfetta.

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